Delusione per l’incontro congiunto con Grana Padano
Reggio Emilia, 08 ottobre 2008 - Non nasconde la propria delusione il presidente del Consorzio del Parmigiano-Reggiano, Giuseppe Alai, a conclusione dell’incontro sulla crisi del settore avvenuto stamane a Roma al ministero delle Politiche alimentari (presenti l’assessore regionale Rabboni e quelli delle province interessate).
Assente il ministro Zaia, il confronto ha visto fianco a fianco (e con un po’ d’imbarazzo superato grazie al fair play degli interessati) gli esponenti del Parmigiano-Reggiano e del Grana Padano. “Una scelta che non condividiamo – spiega Alai – perché i problemi dei due formaggi si differenziano per natura ed intensità, così come si differenziano le esigenze, le richieste e le proposte che abbiamo presentato”.
Venerdì si metterà al lavoro un tavolo tutto ministeriale attorno ai temi affrontati oggi, “ma anche in questo caso – spiega Alai – saranno congiuntamente trattati i problemi dei due più importanti formaggi italiani; le nostre obiezioni, dunque, restano, e sollecitiamo pertanto il ministero a scindere le due questioni, perché il problema non è trovare accordi tra i due Consorzi, ma rispondere concretamente, in fretta e soprattutto coerentemente a bisogni che sono oggettivamente diversi”.
Quanto alle proposte e alle sollecitazioni, chiare e molto concrete quelle presentate dal presidente del Consorzio del Parmigiano-Reggiano, a partire dalla richiesta della dichiarazione dello “stato di crisi” del settore, aprendo così la strada ad interventi immediati che riguardano – in primo luogo – il ritiro dal mercato di una quota di prodotto (tramite l’Agea e con destinazioni diverse dai mercati tradizionali) tale da garantire una ripresa delle quotazioni.
Sostegni immediati sono stati chiesti dal Consorzio a sostegno della promozione delle esportazioni, così da rafforzare gli ingenti investimenti già messi in atto dal Consorzio in stretta collaborazione con gli esportatori: “si tratta di iniziative e progetti concreti – e non di generica promozione – finalizzate a produrre risultati a breve, ovvero ad innalzare le vendite in diversi Paesi”, spiega Alai; “al ministero abbiamo dunque chiesto di supportare queste azioni che per la prima volta vedono strettamente legati operatori economici e Consorzio di tutela, uniti dall’unico interesse di esportare quote crescenti di prodotto”.
Dal Consorzio del Parmigiano-Reggiano sono poi venute altre specifiche richieste che riguardano in modo diretto la commercializzazione e, conseguentemente, possono incidere sulle quotazioni.
Tra queste, la richiesta di una verifica riguardante un necessario e rapido accordo con l’autorità antitrust per sospendere per un triennio l’attuale disciplina, consentendo di generare condizioni di pari dignità tra chi offre il prodotto (in modo oggi molto frammentato) e chi lo acquista (in modo ben più concentrato, e quindi con un potere negoziale enorme rispetto a quello dei produttori).
Dal Consorzio, inoltre, la richiesta di un’analisi sulla correttezza della disciplina che regola le vendite sottocosto e quelle promozionali, alla quale – spiega Alai - vanno affiancati incontri e nuove relazioni con la GDO”.
“Il nostro – conclude il presidente del Consorzio – è stato uno sguardo a tutto campo sui problemi che interessano il Parmigiano-Reggiano, che si è tradotto non in legittime ma sterili lamentazioni, quanto piuttosto in richieste precise e in proposte concrete che si possono rendere in gran parte operative anche in tempi brevi. Su queste chiediamo risposte altrettanto precise, che tengano conto della specificità della crisi del Parmigiano-Reggiano e delle peculiarità proprie del nostro sistema imprenditoriale (dagli allevamenti alle strutture di trasformazione) fondato su un’agricoltura d’alta specializzazione e su una artigianalità di lavorazione che non trova riscontri in prodotti di così largo consumo”. “C’è, in sostanza, un impatto economico e sociale sul territorio di straordinaria portata, che richiede azioni e attenzioni altrettanto straordinarie”.