La produzione

Una grandezza fatta di rituali.​

Ci sono gesti semplici che, ripetuti nel tempo con la stessa passione e maestria, diventano iconici.

Come la produzione, quel momento in cui il latte, grazie alla maestria e alla sapienza dei mastri casari, diviene forma di eccellenza.​
È un processo in cui la temperatura incontra il tempo e la tradizione si trasforma in arte.​

È uno dei rituali iconici che, insieme agli altri, contribuiscono alla grandezza e raccontano un lavoro fatto con cura, passione e dedizione.

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Ora, le mani sapienti del mastro casaro, sentiranno se la cagliata è pronta per essere frammentata in minuscoli granuli grazie a un antico attrezzo detto "spino".​

È a questo punto che entra in scena il fuoco, per una cottura che raggiunge i 55 gradi centigradi, al termine della quale i granuli caseosi precipitano sul fondo della caldaia formando un’unica massa.​

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Dopo circa cinquanta minuti, il casaro estrae la massa caseosa che darà vita a due forme gemelle.​
Tagliato in due parti e avvolto nella tipica tela di lino, il formaggio viene immesso in una fascera che gli darà la sua forma definitiva.​​

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Le forme, dopo pochi giorni, vengono immerse in una soluzione satura di acqua e sale: si tratta di una salatura per osmosi. Con quest’ultimo passaggio si conclude il ciclo di produzione del Parmigiano Reggiano e inizia il periodo di stagionatura.​

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